IL NUOVO REDDITOMETRO METTE IN FUGA GLI EVASORI

Con il redditometro il Fisco scandaglierà tutte le spese per verificare se le cifre di reddito che il contribuente indica nella dichiarazione corrispondano al tenore di vita!
Il nuovo redditometro considererà quasi 100 voci di spesa, divise in macrocategorie applicate a undici tipologie di nucleo familiare. Questo segue le indicazioni della norma (articolo 38, comma 5, del Dpr 600/1973), la quale stabilisce che il nuovo strumento si baserà sul concetto della spesa figurativa.

In pratica, il nuovo accertamento sintetico verrà effettuato attraverso due procedimenti:
1) quello della spesa effettiva (basato anche sulle indicazioni del cosidetto «spesometro» – articolo 38, comma 4, del Dpr 600/1973);
2) quello del redditometro, il quale si fonderà sulle spese figurative attribuibili al contribuente.
I due metodi risulteranno alternativi, secondo quanto anticipato dall’agenzia delle Entrate.
Il meccanismo dei controlli attuali (fatti con l’accertamento sintetico precedente alle modifiche della manovra 2010) si è finora basato su tre forme di rettifica:
1) quella della spesa effettiva (cosidetto “sintetico puro”);
2) quella del redditometro;
3) quella degli incrementi patrimoniali
e i risultati di queste tre rettifiche si possono sommare. Generalmente, però, gli accertamenti sono stati fatti sulla base del redditometro e degli incrementi patrimoniali.
Con il vecchio redditometro veniva previsto che doveva esservi uno scostamento tra quanto dichiarato dal contribuente e il risultato dello stesso redditometro «per due o più periodi d’imposta». Questa previsione, che interessava esclusivamente il redditometro e non il sintetico “puro”, derivava dal concetto di «disponibilità» dei beni e dei servizi individuati dai decreti ministeriali. La disponibilità di questi elementi presupponeva, infatti, un mantenimento nel tempo degli stessi e, quindi, l’esistenza di un reddito con carattere di «periodicità», non occasionale o straordinario.
Il nuovo redditometro invece si baserà sul concetto di spesa (ancorché figurativa) e non di disponibilità di un determinato bene o servizio. Questo determina che per il nuovo redditometro basterà essere non congrui nel singolo anno (con una «franchigia» di un quinto tra quanto dichiarato e quanto accertabile dall’amministrazione) per essere chiamati al contraddittorio con il Fisco.
Il nuovo redditometro risulterà quindi la “spia”, che spingerà psicologicamente il contribuente a dichiarare di più e che servirà per indirizzare i controlli dell’amministrazione. L’accertamento vero e proprio, però, verrà fatto sulla base del “sintetico puro”.
L’accertamento sintetico si è sempre basato sul concetto della spesa. Il redditometro si basava, fino alla manovra 2010, sul concetto di disponibilità di determinati beni e servizi, con il quale si voleva misurare la loro capacità di mantenimento (comunque una spesa).
Oggi l’amministrazione è in grado, attraverso tutti i suoi canali di informazione (anagrafe tributaria, comunicazioni dello “spesometro”, archivio dei dati finanziari, eccetera), di rintracciare gran parte delle spese sostenute effettivamente dal contribuente. In questo modo, il metodo di accertamento fondato sulla spesa reale risulta sicuramente più sostenibile in un giudizio (e anche prima, nel contraddittorio con il contribuente Ma ciò non toglie che risulta molto convincente il principio che “se tanto spendi tanto devi avere guadagnato!”


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