Riforma Fiscale

Si deve intervenire sulla spesa per evitare che la riforma fiscale porti ad un eccessivo aumento della pressione fiscale, previsto del 44% già dal 2012.

Per auspicare un rilancio dello sviluppo del Paese, come ha sottolineato anche Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, vi è bisogno di una “vera” riforma fiscale.

 

Non convince i commercialisti la scelta del Governo di aver già utilizzato, in nome del pareggio di bilancio, alcune delle principali fonti di finanziamento della riforma fiscale.

Esempio lampante è quello dell’IVA, che secondo Siciliotti  doveva essere aumentata al 22% prevedendo che una parte dell’aumento fosse destinata alla riduzione del carico fiscale sui redditi da lavoro.

Riduzione che può passare anche per una patrimoniale: «un aumento della tassazione sui redditi che derivano dalla ricchezza immobiliare e della previsioni di prelievi di tipo patrimoniale sia sulla ricchezza mobile che su quella immobile se davvero finalizzate e contestualmente reimpiegate alla riduzione del prelievo fiscale sui redditi di lavoro e produzione, non ci vede pregiudizialmente contrari».

Fonte – Il Sole 24 Ore- 19/10/2011

 


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