PREVIDENZA

L’INPS cerca i dati dell’azienda di Maccarone

Le informazioni presenti nelle banche dati dell’Inps consentiranno di identificare l’azienda presso cui il lavoratore malato presta la sua attività. Lo ha fatto sapere l’Istituto nella recente circolare 119/2010 (si veda «Il Sole 24 Ore» del 12 settembre). Quando il medico emette il certificato telematico, sul documento non è presente il riferimento (numero di matricola) con cui l’Inps riconosce (al proprio interno) l’azienda ma vi sono solo i dati identificativi del lavoratore. La normativa vigente prevede che la certificazione telematica sia sempre messa a disposizione del datore di lavoro (e anche dello stesso lavoratore) sul sito dell’Inps; alle sole aziende che ne fanno richiesta (comunicando il proprio indirizzo Pec), l’Istituto deve provvedere anche alla trasmissione telematica dei certificati. Risalire al datore di lavoro per il tramite dei dati contenuti nel certificato costituisce, quindi, un passaggio determinante dell’intero flusso, soprattutto se si considera che l’articolo 4 del Dm 26 febbraio 2010 prevede che il lavoratore non invii più il certificato (entro 2 giorni dal rilascio) al datore di lavoro che ha richiesto all’Inps la trasmissione in via telematica dell’attestazione di malattia. È probabile, dunque, che l’azienda – dopo aver inoltrato all’Inps la richiesta di invio diretto dei certificati online – esoneri i dipendenti dalla consegna della certificazione (tranne i casi dei lavoratori che ricevono dal medico un certificato "bianco" cioè fuori dal sistema convenzionato). In questi giorni l’Inps sta inviando agli utenti abilitati al servizio telematico una piccola guida in cui compaiono gli indirizzi di Pec a cui inoltrare la richiesta. Il nuovo sistema è pronto per entrare a regime. Sarebbe interessante sapere dove l’Inps reperirà le informazioni che serviranno da anello di congiunzione tra il dipendente malato e l’azienda. Lo strumento potrebbe essere l’Uniemens. In tal caso si verrebbe, tuttavia, a creare una sfasatura per i nuovi assunti, considerato che il flusso deve essere trasmesso entro la fine del mese successivo a quello di riferimento che – per questi lavoratori – è quello dell’assunzione; nel frattempo il datore di lavoro resterebbe senza attestazioni di malattia. Per ovviare, si potrebbero desumere i dati dalla comunicazione telematica anticipata di costituzione del rapporto di lavoro.Un problema potrebbe, comunque, sorgere nei casi in cui il datore di lavoro ometta (anche per mera dimenticanza) la comunicazione di assunzione. Forse un controllo incrociato da parte dell’Istituto potrebbe ovviare: in assenza dell’Uniemens (circostanza che dovrebbe determinarsi solo per le nuove assunzioni e per un tempo determinato), l’Inps potrebbe, contemporaneamente, verificare la presenza della comunicazione di assunzione online, da cui ricavare gli elementi necessari per capire chi è il datore di lavoro interessato. Peraltro, basandosi esclusivamente sul l’Uniemens, in caso di cambio di datore di lavoro si potrebbe correre il rischio di inoltrare la certificazione all’azienda precedente. Va, infine, ricordato che l’obbligo per i medici di trasmettere il certificato in via telematica è operativo ma chi non si è ancora organizzato non subirà sanzioni fino al 31 gennaio 2011.

Fonte: ilsole24ore del 21 settembre 2010


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