STUDI DI SETTORE

Gravi incongruenze tra i ricavi dichiarati e quelli determinabili in base agli studi di settore – Legittimità dell’accertamento (Cass. 15.6.2010 n. 14313) DI FALCONE – IORIO

Con l’ordinanza 15.6.2010 n. 14313, la Cassazione ha affermato la legittimità dell’accertamento basato sugli studi di settore nell’ipotesi in cui l’ufficio abbia provato le gravi incongruenze richieste dall’art. 62-sexies del DL 331/93, mentre il contribuente non sia riuscito a fornire alcun elemento di prova contraria, non solo attraverso il dato derivante dagli studi, ma anche sulla base di altri elementi. La pronuncia non pare contrastante con i principi espressi dalle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 26635/2009), in quanto si basa sul fatto che l’esistenza delle gravi incongruenze possa essere provata non solo per mezzo degli studi di settore, bensì anche desunta dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio della specifica attività svolta. La pronuncia, quindi, non attribuisce ai risultati degli studi di settore un particolare valore probatorio, ma fa applicazione del principio secondo cui, dopo che l’ufficio ha provato i caratteri di gravità, precisione e concordanza della presunzione semplice, l’onere di dimostrare la circostanza contraria si trasferisce sul contribuente.

Fonte: ilsole24ore del 16 giugno 2010 p. 38


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